mercoledì, 27 maggio 2009
condominioDal sito Urbanmagazine un articolo datato 27.04.07
 
"Non ci sono nomination né tanto meno premi finali da 500mila euro, ma la vita, nel palazzo di via del Lago Terrione 83, a Roma, è una specie di reality condominiale. Senza telecamere, certo, ma con molte scene di vita in comune, a partire dalla colazione che si svolge nel portico. Succede almeno una volta al mese, difficilmente in settimana, meglio nei weekend. Ognuno porta qualcosa, chi il caffè, chi i cornetti, alcuni i succhi di frutta. L’ultima volta, un mese fa, è stata proprio carina, è venuto anche l’amministratore e si è pure divertito. E non è stato l’unico!
In realtà le occasioni per svagarsi in compagnia in questa palazzina romana non mancano… Tutto è cominciato con il blog del condominio (http://condominiolagoterrione83.blogspot.com), una specie di bacheca telematica dove ognuno può dire la sua, un po’ come nel confessionale del GF. Gli argomenti sono i più diversi: cucina, cinema, libri, tutto quello che passa per la mente.
L’idea è venuta a Gloria circa un anno fa, interno 8 scala B, 43 anni, torinese d’origine, fa la grafica e la fisioterapista, oltre a realizzare bijoux. Adesso molti condomini non solo scrivono sul blog e si conoscono, ma partecipano con piacere alle varie iniziative. È bastato poco per creare un feeling tra vicini di appartamento che prima si ignoravano, come succede in quasi tutte le palazzine.
Casa sua è piccola, come tutte le altre, ma per fortuna il condominio, progettato all’inizio degli anni ’70 per ospitare piccoli residence, ha diversi spazi comuni. Ora tutti sono d’accordo nell’utilizzarli come sale per eventi e piccoli rinfreschi, non solo come luogo di passaggio.
Come all’interno di molti reality, parte della giornata viene vissuta insieme, soprattutto la sera, quando gli inquilini si incontrano all’ingresso e magari scatta la visione collettiva. Infatti, sopra le cassette della posta non si trovano solo piccoli volantini pubblicitari posati a casaccio. C’è molto di più. Ci sono diversi libri e dvd, che formano una piccola biblioteca condominiale, nata da poco. Chi vuole ne usufruisce gratis, l’importante però è rimetterceli, magari insieme a qualche altro titolo, così lo scambio aumenta e anche le risorse a disposizione. I più belli, ma anche i peggiori, vengono recensiti sul blog, con uno scambio tra condomini che continua poi su cinema e teatro. Se qualche sera non c’è niente in tv non serve quindi uscire per andare al video noleggio: basta curiosare sopra le cassette della posta.
Altra particolarità del Grande Condominio è che appesi alle porte del primo piano ci sono diversi “sacchetti”, come ai piani superiori. Dentro ci puoi trovare svariati oggetti perché chi partecipa a questa specie di gioco tra gli abitanti appende quello che vuole al pomello della sua porta: un fiore, delle caramelle, riviste, vestiti e piccoli gioielli. L’idea è semplice, ma crea complicità tra i diversi appartamenti.
Qualcuna delle ragazze ha messo delle piante fuori dalla porta, abbellendo un po’ il corridoio. Poi c’è il tavolino nell’atrio, vicino all’ascensore, con sopra le statuette africane e l’incenso che profuma tutte le scale: piccoli particolari che rendono le zone comuni più belle. Certo, all’interno del condominio mancano piscina e sauna, ma i momenti di svago no, come l’aperitivo in comune, rigorosamente sul pianerottolo: basta un i-Pod con le casse ed è subito festa.
L’invito a partecipare, di solito con scadenza mensile, oltre che sul sito, viene appeso in una bacheca all’ingresso, dove i condomini si scambiano messaggini del tipo: “Ho finito lo zucchero. Aiuto! Int. 6” o “Chi può dare da mangiare a Guglielmo in questi giorni?”, tutti sanno che si tratta di un gatto.
È così che durante uno di questi eventi, facilmente esportabili in altri condomini, l’interno 23 ha conosciuto l’interno 10, e proprio come nei migliori reality sono nate amicizie, amori, anche rapporti professionali. L’unica differenza è che dentro il Grande Condominio in via del Lago Terrione la vita continua anche una volta usciti dalla “casa”.
 
 
fighissimo.... questa pseudo colonia di extra terrestri – peraltro verissima - ....ma quanta fatica starsene per i cazzi propri in ‘sto condominio dove l’onestà e la generosità si respirano nell’aria insieme all’incenso profumato e alle statue africane messe sul tavolo nell’atrio vicino all’ascensore. Dove non ti fregano mezza rivista dalla buca, anzi, espongono libri e dvd ad libitum e ninnoli/omaggio alle porte.Io alla mia maniglia infilerei subito il sacco della roba da stirare e persino il ferro a vapore attacato con il post it “ chi si ofrre ?????”
Proprio nel mio di condominio, dove dal pianerottolo mi hanno sottratto un pidocchioso vaso senza né arte né parte, con una stella di Natale messa in prognosi riservata. Dove al posto delle statue africane ci sono quelli  in carne ed ossa che da lì provengono.
Bello davvero in quel di  Roma: fanno colazione e OGNUNO porta qualcosa!!!!
Nemmeno alla scuola dei miei figli per la festa di fine anno accadeva un simil miracolo. C’era sempre chi portava nient’altro che le proprie chiappe.
Forse - tutto sommato - anche il mio è un condominio conviviale.
Con il portone sempre guasto - di conseguenza perennemente aperto o addirittura spalancato- ed i campanelli liquefatti dal fuoco che ogni tanto appiccano, se la convivialità di chi vuole entrarci di frodo alle 3 di notte – per giunta non residente - viene rifiutata a mezzo citofono da chi invece ci abita.
Si radunano persino per l’aperitivo con l’i pod attaccato alle casse ed è subito fiesta! Che meraviglia....
Non hanno la piscina e la sauna però....Potremmo soprassedere.
A me per la piscina è mancato poco: quando i ragazzi del piano di sopra hanno pensato bene di far scaricare il tubo di scarico della lavatrice direttamente dal loro balcone sul mio.
Ricordo ancora quando ho cacciato un urlo per chiamarli e uno di loro si è affacciato e con faccia basita mi ha chiesto “cosicccè sinniora???”.
Come se versare litri d’acqua e sapone sulla mia roba stesa fosse normale amministrazione. 
Altro che riunirsi a scadenza mensile.....Persino alla condominiale sono più le assenze, e le deleghe di quelli presenti. E succede 2 volte l’anno.
Il nostro “spazio comune” è il cortile interno coi garages.
Abbiamo pure una colonia di scarafaggi che farebbe invidia al’entomologo Grissom di C.S.I. e un monte di biciclette “non di proprietà” smontate a dovere a mo’ di scultura in stile pop art in un angolo.
E che dire della bacheca?  se la sono fregata un decennio fa, portandosi via anche i tasselli ed un pezzo di muro.
Sono rimasti gli “inviti e le comunicazioni” in slang sui muri in stile  Vaffanc... Pippo è frocio, Forza Juve abbasso Toro. e un romantico 3MSC TVTTB
 Immagino il nostro blog multilingue melting pot e le richieste in stile “ chi dà da bere ai miei fiori?” e le risposte “ se c’hai culo domani piove”. 
Non penso di essere un orso, ma ammetto che quasi sempre ho fatto finta di deviare percorso se a vista identificavo la vicina di ballatoio entrare nel portone
contemporaneamente a me.
E se proprio vengo pinzata a tradimento quando sono a casa no problem. I miei figli sono addestrati a dovere: dopo max 15 minuti di mia permanenza sul pianerottolo con vicino/a in  conversazione fiume, è d’obbligo comparire correndo affannati urlando “mammmmmaaaaa telefonoooooooo”.    
Forse è perché sto sempre e talmente in mezzo a tutto, che alla fine di una giornata mi piace ritrovare un po’ di pace.
E pazienza se non ci si scambia dvd e quant’altro. Pazienza se alle porte è già tanto che ci siano le maniglie.
L’importante è che quando scatta il casino delle liti in piena notte...qualcuno chiami tempestivamente la polizia. 
 
postato da: lelita alle ore 17:57 | Permalink | commenti (2)
categoria:barrieras residence
sabato, 25 aprile 2009
Mattinata tipicamente autunnale in quel di Torino. Cielo coperto e minaccioso di nuvole, vento freddo e pioggerellina stupida, Del tipo che se non controlli spesso tendendo la mano fuori dall'ombrello, sembri una deficiente con il parapioggia aperto anche quando in realtà non piove più.
Lascio la casa umida e saluto la colonia di lumache acclimatatesi alla perfezione sotto il letto in mezzo ad una piccola radura di funghi velenosi come il mio morale.
Mamma,perchè non mi hai fatto nascere alle Fiji????
Scendo le scale e nell'androne pesto un paio di scarafaggi per i quali ho una mia nobile teoria. Sono le ditte di disinfestazione a piazzarli e con una tecnica di marketing strepitosa.Prima, il volantino vicino alle buche delle lettere che ti informa della "blatta germanica"(ma siamo in Italia, emigrano pure le blatte?), di come si riproduce e di quanto sia difficile stanarla amenochè tu non chiami la ditta Tale. Diversamente - a loro dire- sei spacciato a vita.
C'è pure la foto in primo piano.Questo tipo è diverso, non lo puoi stanare da solo con lo spray o le polverine.! Ed io già metto in conto nelle prossime spese condominiali l'ennesima disinfestazione fantasma.
Sarà ma a me le blatte sembrano tutte schifose uguali.
Un paio di giorni dopo, eccole lì le blatte, germaniche o no sono nell'androne. E pazienza se fuori c'è la neve alta trenta centimetri e tu pensi - ma non vengono quando fa caldo?- loro sono lì, davanti a te con la pancia all'aria. Mi viene in mente la scena del film "Il monello" con il mitico Charlie Chaplin/Charlot nei panni del povero vetraio aiutato da una piccola peste che di nascosto rompeva i vetri per procurargli il lavoro.Finestre o blatte, lo scopo è pur quello. Lavoro assicurato. E così le schiaccio. E loro le rimettono. Sempre nell'androne.Almeno cambiassero un po'....
Alla fermata del 4 una trentina di persone,segno che il tram porta ritardo ed arriverà pieno come un uovo. Quando fuori è umido, il tasso di fetore all'interno del mezzo è a prova di digestione.
E' consigliabile una colazione leggera o meglio ancora lo stomaco vuoto.
Io lo scriverei persino sul retro dei biglietti.
 A Porta Nuova il cambio con l'1 che prendo al capolinea. Pieno pure quello ed ancora non è partito.Attendiamo pazienti  ma...sorpresa! Non mettono nemmeno in moto che già ci invitano a scendere per salire sul mezzo dietro che è appena arrivato. "Questo è guasto". La balla serve da condimento: se sei pendolare senti le balle arrivare prima ancora che te le dicano.
E tu che ti eri appena sistemato col tuo bel libro, in un posto dove poter agganciare l'ombrello, devi rimetterlo in borsa e farlo alla veloce perchè il gioco delle sedie la mattina è spietato ed il viaggio lungo.
Si parte. Sbalzi e frenate, tremolii. Solitamente il mio posto preferito è il sedile in prossimità delle ruote.Almeno mi massaggio le natiche gratis.Molto meglio della pedana vibrante che dovrebbe ridurre la cellulite.La GTT ci da il benvenuto a bordo.
Un botto e....cade una plafoniera delle luci laterali, ferendo leggermente una signora. Il mezzo si ferma.La procedura vuole che si chiami il 118 per il pronto intervento.Di nuovo tutti giù per terra e vai che si sale sul mezzo che ci segue. La gente smadonna ed impreca.Ora siamo l'equivalente di due bus su un solo mezzo.Allegria!
Insieme alla gente ci sono anche le mamme con i mobili al seguito: i passeggini.
Quelli di ultima generazione hanno 3 ruote giganti, e la praticità di un'enorme cariola da cantiere.Sono da treking e vanno pure in mezzo alle foreste tropicali, vicino ai ghiacciai e sulle dune di sabbia: a Torino???!!!!!
E poi ci sono le carrozzine con il seggiolino per auto sovrapposto. Delle torri di Pisa su due piani. I figli piccoli li ho avuti anch'io con una differenza fondamentale.
Ai miei tempi era impensabile salire sul bus senza avere piegato il passeggino ( si chiamavano ad ombrello apposta perchè li appoggiavi sul braccio).
Se solo provavi a salire col passeggino aperto venivi fulminato dalla gente e rischiavi il linciaggio.
Poi i tempi sono cambiati ed ora i passeggini vengono utilizzati in orario di punta come gli arieti ai tempi del medio evo per farsi spazio su autobus e tram. Perchè ci sono giorni in cui le porte del bus si aprono e tu sei lì, appiccicato alle porte insieme ad altri cento ed è evidente che nemmeno una scarpa riuscirebbe a farsi spazio. Il passeggino invece sì. La madre coraggiosa ed impavida non teme la folla e una volta riuscita nell'impresa, ti ritrovi il gagno che scalcia proprio sui tuoi pantaloni, che farà della tua borsa un colloso taccume di succhi, the o latte, quando non deciderà che nel passeggino non ci vuole stare ed inizierà a piangere e strepitare come un aquila alla sua mamma per essere....preso in braccio. 
E prega che non patiscano perchè in casi estremi, queste povere creaturine soffocate in mezzo a culi, gambe borse e zaini è accaduto che vomitassero.
Io ormai non mi incazzo nemmeno più.Sono l'esempio zen di colei che ormai si è rassegnata e vive il proprio tragitto quotidiano come un percorso educativo contro la rabbia. Una colpa da espiare nell'attesa della ricompensa che arriva dopo un'ora circa di calvario: otto ore di ufficio.
Gli ultimi saranno i primi.Gli abbonati Gtt saranno quelli alla destra del Padre,
postato da: lelita alle ore 00:40 | Permalink | commenti
categoria:gtt the passion
mercoledì, 26 novembre 2008

bettyL'inverno è arrivato.Qui a Torino c'è il gelo tipico del Circolo Polare Artico.La mattina si esce immersi negli scafandri imbottiti.Sciarpe,guanti e cappelli a nascondere ogni minimo brandello di pelle;  dei simil Orso Balosso, tutti quanti allegramente a batter le brocche alla fermata del 4 in mezzo a spesse nuvole di fiato.Noi senior.
La beata gioventù a mo' di esperimento genetico, finge che il freddo non esista affatto. Quasi a voler essere un'invenzione campata dai "vecchi", per rompere le balle con i "copriti idiota, che ti ammali".
Ed eccoli lì,"I ragazzi di oggi" -come cantava ai miei tempi Luis Miguel- i jeans calati a metà natica, che ti chiedi in virtù di quale alliena legge di gravità riescano a stare lì, come sospesi ad un filo invisibile, in bilico fra mezza chiappa e il sottocoscia senza cadere.Modello a vita bassa. Ma avete presente dove sta esattamente il punto vita? non mi risulta si trovi ad altezza ginocchio. Forse sono a vita corta, nel senso che non puoi reggere 'sto stile per sempre, masochisti esclusi ovviamente. Grazie al Cielo i baldi eroi portano le mutande. Lo sai per certo perchè le vedi e anche bene. Ne distingui il colore la fattezza le cuciture e la griffe. Nulla a che vedere con il gentil sesso dove- in alcuni casi- ti chiedi a cosa serva un laccio delle scarpe proprio "lì"in mezzo a tanta abbondanza; oppure sei sicura che no davvero, non ci sono proprio.C'è solo...l'abbondanza. Le pance al vento e i reni esposti al gelo. Tremano come le foglie,battono i denti, ma non demordono.Resistono impavidi. La giacca deve essere in stile agnellino e se imbottita rigorosamente corta.Sennò come si vede la pancia? Se poi vuoi fare il botto, ci aggiungi una mini che sembra una cintura di traverso, oppure gli hot pants bianchi- meglio se modello estivo- con le calze a rete.Altolà al sudore.
  In famiglia ho un testimonial maschile target 14. Grazie al cielo le mutande non si vedono; almeno fino a che non varca l'ingresso della scuola superiore. Le chiappe si gelano comunque.
E guai a portare i guanti, il mio campione! "Mi si gelano le mani mamma" ???? Coi guanti???
Molto meglio vederlo fare la "fu fu dance" soffiando nei pugni fino a che ha fiato. 
  D'altronde,quando hai 14 anni e il mondo in tasca, il freddo ti fa un baffo. Ricordo che quando facevo terza media, mia madre mi cazziava in continuazione perchè d'inverno,anche con la neve alta cinque centimetri, me ne andavo in giro con il cappotto sempre aperto e sbottonato, in ricordo degli "sploverini" pastellosi che andavano tanto di moda in primavera nei mitici anni '80; quelli con le spalle imbottite in stile bodyguard.
Si è sempre rifiutata di comprarmene uno.Quindi mi vendicavo col cappottone lungo.
 Non sopportavo gli stivali.Mai una sciarpa, nè guanti nè cappello.Le maglie spesso a pelle, la cannottiera di lana 100% era da "madama" e ti faceva venire l'orticaria.Calzedonia e Pompea avrebbero potuto benissimo essere personaggi Disney, a quei tempi.  Ovviamente, io ero sana come un pesce.
Il compito di mio padre all'epoca, era quello di "curare" attentamente il mio look oltre al trucco e accessori vari (scarpe col tacco, orecchini inimmaginabili, cinture enormi). Nulla sfuggiva al padre detector! Occhio di lince, vigile e attento a che la sua figliola non venisse confusa con le donnine allegre. L'onore era da intendersi al cubo.
Una sera d'estate in campagna, ormai 18enne, ricordo di avere inaugurato il mio primo paio di autoreggenti velatissime blu con motivi a pois, tornate con foga alla ribalta. (Voi di Torino: alzi la mano chi non si ricorda le "fermate" negli androni del centro per tirarle sù?) La mini di jeans al ginocchio- già.. mica le cinture di traverso di oggi- sembrava nascondere degnamente l'elastico/giarrettiera.
Pronta per uscire e in super-tiro come solo a 18 anni puoi essere, attraverso la cucina e mi avvio verso l'uscita. Apro la porta, abbozzo un "ciaaaao" quando... una falcata eccesiva  di gambe mi tradisce e da dietro sbuca timido l'elastico blu dell'autoreggente.
Io di questo però non me ne rendo minimamente conto.
In compenso "qualcun altro" SI'.
-SIGNORINA?????!!- tuona mio padre
-sìììììì papà.....?!- statua di sale e sguardo da Santa Maria Goretti incorporato con il migliore dei sorrisi che si possono dare al proprio papà dopo 2 anni di apparecchio fisso con piastrine di metallo bene in vista, alla Ugly Betty.
-Vieni un po' qua....- fa il genitore,enfatizzando le parole con gesti plateali, indirizzandomi a mo' di Tom Tom Go il cammino verso di lui.
Inizio le preghiere.
Linea diretta d'emergenza con nostro Signore che, avrà certamente altri cavoli più importanti cui pensare, ma per me si tratta di pura sopravvivenza. La vita è un dono, Lui ne sa qualcosa e dunque eccomi a recitare nella mente:
"Dio ti prego,ti prego con tutto il cuore.... fammi andare in discoteca con i miei amici così finalmente trovo un fidanzato, mi sposo, mi faccio una famiglia e divento moglie e madre esemplare prima dei 20.
Abbi pietà di me. Studio e sgobbo tutta la settimana, faccio la brava ragazza,mi faccio li letto e spesso lavo anche i piatti nonostante lo smalto e la manicure. Orsù ti supplico, il sabato senza discoteca come castigo no...Chè ci sono i miei amici e devo ballare Easy Lady di Spagna. Prenderò una Coca-cola senza il Bacardi, non fumerò di nascosto per tirarmela e non dirò nemmeno una parolaccia per fare la "figa". Ups... questa però non conta, vero? Avanti, "buono e misericordioso", ti dice nulla? Sai che facciamo?
Domani che è domenica vengo alla messa delle nove-che significa svegliarsi alle 8 dopo una nottata fino alla mezzanotte- e mi offro anche per la lettura del salmo, che nessuno se la fila mai perchè si vergognano con il "ripetiamo insieme dicendo".Mi genufletterei, volentieri mio Signore, ma se lo faccio dovrò anche giurarti amore eterno, perchè il mio diletto geitore, mi chiuderà in clausura presso le Suore del Sacro Cuore del Bambin Gesù e getterà la chiave...."
Il padre, quello mio, mi riporta alla realtà.
-Fatti un po' vedere-
Ispezione davanti alla corte marziale in attesa del verdetto, con gli amici del paese che fuori urlano il mio nome come ossessi, ignari del processo che si sta svolgendo fra le quattro mura davanti a: mamma, sorella minore che sogghigna e.... pure i nonni!
E il verdetto non tarda.
-Parliamoci chiaro.O la gonna senza QUELLE calze o QUELLE calze con I PANTALONI LUNGHI.O così o tu stasera CONCIATA così non esci-
Ciao ciao calze. Tanto avrei passato l'intera serata a tirarle sù. I compromessi. Gran bella invenzione.
C'è stata anche la fase make up. In quel tempo uscivano le prime terre abbronzanti per il viso.Io, bianca cadaverica e 14 enne totalmente fai da te in quanto a cosmesi, feci la bella pensata di comperarmene una scurissima con le mie sudatissime paghette date sottobanco dal nonno.Volevo far credere ai miei compagni di classe che ero stata sui campi da sci durante il Natale.
Ogni commento è superfluo.
L'operazione make up avenne nella penombra dell'ascensore di casa col risultato peggiore. A scuola ricordo i compagni maschietti che non smettevano un attimo di dirmi " ma che hai fatto alla faccia? C'hai la polvere arancione ".
Mio padre in quell'occasione diede il meglio di sè e al mio rientro da scuola, sulla scatoletta di terra d'oriente, ci saltò letteralmente sopra a piè pari, frantumandola in briciole.Fu l'ultima volta che ne vidi un esemplare.
Al trucco clownesco però, non mi arresi tanto facilmente.La mia adolescenza era quella dei mascara cangianti, nelle tinte del blu elettrico, viola neon, e verde menta.
Il loro massimo lo si notava al sole, quando le ciglia si trasformavano in evidenziatori Uniposka.
Con papà nei paraggi evitavo accuratamente di stare in piena luce. Diversamente avrebbe scoperto le ciglia superiori tinta bluette, che poco si adattavano a quelle inferiori... verde menta.....
Ma il colpo di grazia per il mio papà arrivò nell'era dei Dark.Oggi si chiamano Gotici,credo. Lì in fatto di look e make up trovai la mia vera dimensione naturale. Bianca come un bidè lo ero di mio, trucco drammatico,  capelli neri come l'inchiostro e abiti neri dalla testa ai piedi con lo smalto dello stesso colore: eccomi! Il mio guardaroba era diventato monocromatico.Facile da gestire nella scelta.Un po' difficile da recepire per gli amici d'infanzia che al Carnevale di Magnano, quando mi videro, erano convinti che fossi già in maschera.
Mio padre, uomo della Puglia, che tutt'oggi abbina il total black al lutto, era disperato e forse - anche se non lo ammise mai- rimpianse tutto sommato la mia fase circense arcobaleno multicolore. Certamente è un precursore dei tempi. Oggi, la sua missione di un tempo, è diventata una vera professione, un business a molti zeri nel mondo dello spettacolo.
Lui a me per questo, non ha mai chiesto un soldo. Quando si dice "vocazione".

 

postato da: lelita alle ore 21:03 | Permalink | commenti (5)
categoria:moda modi e mondi
venerdì, 07 novembre 2008
bucatoDopo le ore 18, ormai sempre più spesso, la GTT cancella il traffico passeggeri con un colpo di spugna e alla fermata di Via Genova vicino al Lingotto iniziano i miraggi degli autubus che si intravedono da lontano. Ultimamente con la pioggia che cade ed il buio autunnale la visuale non è sempre così nitida. A volte penso che non sarebbe malaccio se nella borsetta tenessi un binocolo. Sembra una cretinata ed invece a pensarci bene sarebbe utilissimo nell'avvistare il mezzo all'orizzonte oscuro. Come una specie di nostromo metropolitano.
Ed eccolo che arriva, il mezzo. Lo intravedi da lontano per via del display, se è di quelli luminosi.
Tu pensi " tho di già?! Che culo!" ed invece, una volta che si avvicina alla fermata inizi a decifrare sul display la scritta che ha il potere di farti incazzare in un nano secondo: "Deposito".
Questa sera però la fortuna era dalla mia parte. L'1  è arrivato quasi subito, anche se era di quelli piccoli e dunque stavamo stretti come sardine. Vicini vicini. Non è un bell'annusare. Riesco a trovare un posto per sedermi e mi costringo a stare sveglia. Sarei capace di dormire anche in piedi.
Finalmente, casa dolce casa. Varco la soglia. Mi guardo attorno e attorno a me soltanto il caos. Ecco il risultato di un' intera settimana passata sotto il motto di " donna, scavalca e procedi " poco prima di chiudere la porta di casa alle mie spalle.
Qualcuno direbbe che è questione di organizzazione. Vero.Io però sostengo che quando ti alzi tutte le mattine alle 6 e rientri alle 7,30 di sera, una media di 8 ore d'ufficio e 11 fuori casa, dopo un'ora di autobus col super tanfo incorporato...bhè concedetemi che  la parola "organizzazione" fai persino fatica a pronunciarla.
Spesso la decisione più ardua è se ho più voglia di mangiare o dormire.
E dunque eccoci al venerdì sera. Lasciate ogni speranza......
La cesta dei panni  erutta letteralmente e la torre della roba da stirare  raggiunge i livelli massimi concessi. Se ci fosse un dispositivo elettronico, scatterebbe la sirena.
Che buffo: una volta facevo le tacche sul muro per controllare la crescita dei miei figli.
Ora, quelle stesse tacche mi mettono in guardia su quello che mi aspetta col mio inseparabile nemico: il ferro a vapore. Livello basso " si può fare", livello medio " uffa che barba", livello alto " chi me lo fa fare". Io ho superato anche quello e spesso arrivo al livello " Oh mio Dio, no".
Nell'era dei cellulari che fanno qualunque cosa, nessuno è stato ancora capace di inventare il ferro da stiro che fa da solo. Potrei ipotecare la casa, se solo esistesse.
La iena di 12 anni, domani va a una festa di Halloween post- datata e mi tocca convincerlo che il suo costume da demone - che ha da 3 anni a questa parte- gli sta ancora a pennello.
Ho fatto dei corsi di comunicazione,che diamine:  ce la farò.
Lui intanto gira per la casa con una camicia new dandy in stile Dartagnan mentre il fratello gli dice che sembra il clone di Prince.
-Io non sono un frocio! Mammaaaaa ....- risponde Dartagnan
-Guarda che Prince non è frocio, è bisex- spiega l'erudito fratello maggiore
-Come Madonna?- chiede basito Dartagnan, nel dubbio se prendere la rincorsa contro il fratellone  e vedere se fa contrasto disteso sul tappeto, o prenderlo a mo' di complimento.
E menomale che per la festa 'sta volta ho patteggiato per 10 pacchi di pop corn per microonde.
L'anno scorso mi sono fatta prendere alla sprovvista e a quest'ora stavo facendo la veglia al forno per la torta a forma di zucca. 
Apro il  frigo : se caccio  un urlo si sente l'eco. Già pregusto l'indomani.  3 piani di scale carica come un mulo dalla spesa settimanale. E c'è stato pure un tempo in cui facevo palestra 3 volte a settimana (poi  però sono rinsavita).
Per cena lancio nella padella un Bon Roll agli spinaci (le verdure sono fondamentali nell'alimentazione) : grazie  AIA!
 Un pensiero mi balena per la testa: A.I.A. = Aiuto Impedite Anti-organizzazione.
Tutto sotto controllo dunque.
Grazie a Dio è venerdì. 
    
 
 
postato da: lelita alle ore 21:33 | Permalink | commenti
categoria:grazie a dio è venerdì
sabato, 18 ottobre 2008

rospoGli uomini in fondo, sono davvero degli esseri molto semplici e talmente ingenui, che spesso fanno tenerezza. Personalmente faccio fatica a tollerare coloro che si sbrodolano continuamente in complimenti zuccherini con il gentil sesso, tanto per fare i piacioni. Per questo genere di omuncoli è un po' come vivere di luce riflessa.
Ne conosco alcuni che si vantano persino delle colleghe che frequentano, manco gliela dessero sul serio. Si vantano di queste frequentazioni, descrivendo, apprezzando e sbrodolando parole per il look, il profumo, il taglio di capelli, il modo di camminare, il suono della voce. Sono anche dei bei pistini in quanto hanno gusti molto sofisticati (perlomeno questo è quanto loro dicono di sé). Per loro è come se le donne facessero a botte per avere qualche secondo della loro attenzione e se tu sei fra quelle cui non gliene può fregar di meno, pensano che lo fai perchè sei gelosa delle altre, invidiosa e magari anche parecchio acida. E' per questo che pensano di punirti, spesso non rivolgendoti nemmeno un semplice buongiorno. Tempo perso a spiegargli che la differenza fra educazione e adulazione è abissale: fanno rima e dunque pensano che siano la stessa cosa.
Ci sono volte in cui questi emeriti omuncoli, si lasciano andare in critiche dell'una o dell'altra non sapendo che noi donne, quando ci coalizziamo ci sappiamo davvero fare. Possiamo dare loro quel po' di corda sufficiente, che alla fine si impiccano da soli con le proprie mani. Sono sufficienti un paio di " mmm dici davvero?!" - con tanto di occhioni sgranati incorporati- affinchè facciano partire il nastro dell'autostima ai livelli più alti. E allora iniziano a narrarti di tali cagate, delle quali non ti interessa un emerito tubo. E mentre tu stai lì ad ascoltarli, ti dici che, se volevi fare la missionaria, andavi in Africa e non a lavorare in ufficio. Anche se un fioretto alla Madonna lo si può sempre fare. Magari in periodo di Quaresima..... 
Nel loro emisfero cerebrale c'è un microchip che si autoricarica. Più fanno complimenti per piacere e più pensano che la cosa funzioni!! E' una tattica banale con un processore impostato più o meno COSI': 
io UOMO, faccio un complimento a te  DONNA, che certamente apprezzerai e dunque avrai di me un'alta considerazione. Sono gentile con te ergo piaccio. Semplice, no?
Peccato però che l'alchimia femminile sia diversa, e che il microprocessore spesso funzioni COSA':
apprezzo molto il tuo complimento UOMO - se sei FIGO - di più, se sei un FIGO DELLA MADONNA.
Ma...se tu UOMO - carisma e sex appeal di una LUMACA, che mi ispiri sesso come il MANICHINO DELLA SARTA - mi fai un complimento.... bhè...sorrido, ringrazio e magari ammicco per gentilezza.
Nel mentre penso : "che palle 'sto qua.... Meglio la cistite piuttosto che dargliela".
Lo so, non è carino. Ma è così. E non venitemi a raccontare della bellezza interiore, bla bla e riblà.
I provoloni sono in gran parte tutti uguali. Mediocri e un po' sfigati.
Solitamente chi tanto parla è perchè poco fa. Tanto fumo, niente arrosto. Perchè chi ci sa fare, non ha necessità alcuna di dimostrarlo. Lo sa e basta.

E poi, avanti,  diciamocelo pure:  un "ciao bella!"- detto da un Raul Bova- e lo stesso saluto fatto da Pippo Franco (con tutto il rispetto s'intende) non sono proprio la stessa cosa.... ^^  

postato da: lelita alle ore 23:36 | Permalink | commenti (7)
categoria:specchio riflesso
mercoledì, 15 ottobre 2008
cactusQuanti cuori infranti viaggiano insieme a me nel percorso quotidiano casa/lavoro/casa!
Sono molti i cuori di ragazza che si svuotano la mattina presto, magari dopo una notte insonne passata a struggersi chiedendosi perchè. Molte hanno gli occhialoni scuri per nascodere le prove, altre se ne fregano di quello che pensa la gente e parlano, parlano...fiumi di parole  senza prendere fiato. E poi gli studiosi ci vengono a dire che la gente sul bus si isola con gli ipod, gli mp3.
Questi luminari dovrebbero prendere i mezzi pubblici più spesso. Capirebbero che a volte è solo voglia di immergersi nei propri pensieri. Un test rapido rapido? Provate a leggere un libro, mentre appiccicate alle vostre orecchie, due adolescenti si raccontano le ultime news di Fra, Giò e Conci, intercalando la punteggiatura con coriandoli  di " minchia o' e zio fà" (nella migliore delle ipotesi, s'intende). I congiuntivi vengono tassativamente soppressi dai condizionali sciogliendosi come neve al sole " perchè minchia Fra, se io sarei la sua ragazza, minchia che figo oh". Sfido chiunque alle 7.30 del mattino a reggere anche solo 10 minuti di conversazione modern style.
Ci sono però rari momenti in cui l'mp3 lo spengo seppur tenendomi le cuffie a titolo di copertura mimetica. E ascolto. E a volte vorrei mordermi la lingua, tanta è la voglia di intervenire.
Giorni fa per esempio, mi è capitato di sentire una conversazione fra due amiche.
- Lo sai che Roby  mi ha lasciato?
Eccone un'altra
-Che stronzo
Bhè...
-Anch'io l'ho pensato subito, ma poi quando mi ha detto perchè lo faceva l'ho apprezzato molto.
Dicci-dicci dai dai
-Ha detto che non riesce a stare con me perchè MI AMA TROPPO E NON E' ANCORA PRONTO PER UNA STORIA SERIA.
AAAAAAAARGH qualcuno le dia una sberla, uno scappellotto per farla rinsavire, ve ne prego!
- Ma esce ancora con la sua ex? Anche quando stava con te?
Ti prego non lo dire....non deludermi...sembri una tipetta sveglia infondo...
- E sì perchè, poverino, GLI FA PENA......
Chi l'avrebbe mai detto??????  Lui è fondalmentalmente un buono, un altruista. Se mi pizzico magari mi commuovo fino alle lacrime per cotanta virtù. A questo punto un " non vuole farmi soffrire" ci starebbe magnificamente.
-
Non vuole farmi soffrire perchè dice che a me ci tiene
Cavoli! Sono una maga!!!! Facessi lo stesso con i numeri del Lotto
- Mi ha detto che quando deciderà di avere una storia seria, sarà da me che verrà e da nessun altra.
Posso stringerti la mano? Perchè con le idiote come te non c'è davvero nulla da fare a parte rassegnarsi. Mi arrendo.Tu intanto tienigliela in caldo tesoro, chè non si sa mai nè ?!
- Io gli ho chiesto come facesse  a dire che mi amava tanto, se infondo stavamo insieme una volta alla settimana.
Quando si dice frequentarsi assiduamente. Ma forse l'unico neurone cerebrale ancora supestite resiste...
- Possibile che non sentisse la voglia di stare con me.... che non gli mancassi?
Brava, vedi che  piano piano ci arrivi? Coraggio.....
 - E sai cosa mi ha risposto? "
Non vedo l'ora, anzi, sai che faccio? dovrei scendere fra due fermate ma  se va per le lunghe vado  fino al capolinea.
-"E' che quando sto con te, mi dai talmente tanto, che gli altri giorni è come se ti sentissi ancora con me. Tu sei davvero fantastica. Già così riempi le mie giornate. Il solo pensarti basta ad occupare il mio cuore"
E non solo quello mia cara ...è probabile che anche il letto in quei giorni lo sia: occupato intendo.
Ho riacceso l'mp3, l'ho sparato a nastro nelle cuffie per non sentire altro. E  sono scesa alla mia fermata. Altro che capolinea.. Lasciate ogni speranza o voi che entrate.
     
postato da: lelita alle ore 22:00 | Permalink | commenti
categoria:cuori infrantumi
venerdì, 03 ottobre 2008
valigieStrana gente, noi  italiani. Vogliamo viaggiare, vedere il mondo, conoscere culture diverse.... senza mai spostarci da casa. Lavoro nel ramo del turismo da 20 anni. Penso di poter affermare che siamo gli incontentabili per antonomasia. Ci piace andare all'estero e la prima cosa di cui ci lagnamo appena arrivati, è che NESSUNO PARLA L'ITALIANO. Mi sono chiesta spesso se gli svedesi, oppure gli olandesi (tanto per citarne un paio) lamentino lo stesso problema. Inutile tentare di spiegare che l'italiano non è un lingua commerciale e che se il made in Italy è conosciuto in tutto il mondo, la nostra lingua purtroppo non ha le stesse pretese. Ma non finisce qui. Il turista medio che acquista il classico viaggio organizzato, prima ancora di essere arrivato a destinazione s'è già preso la prima incazzatura: ha scoperto che altri suoi simili che hanno prenotato la sua stessa vacanza, hanno pagato meno di lui. Intendiamoci, non è certo un buon punto di partenza. E come l'ha scoperto? In coda per il check in all'aeroporto. Credo sia il posto ante partenza dove ci raccontiamo le peggio menzogne pur di tirarcela. Magari non sappiamo nemmeno come si chiama il nostro vicino di coda, ma potete stare certi che sappiamo per filo e per segno tutte le scontistiche applicate dall'agenzia di viaggi, la data di prenotazione, quanti posti erano ancora disponibili all'atto della vendita. Ma soprattto  siamo certi e pienamente consapevoli di un'unica verità. Che  la camera che abbiamo prenotato con il prenota prima è lì che ci aspetta da quel lontano giorno di primavera in cui abbiamo confermato la nostra vacanza dando la caparra all'agenzia. La NOSTRA camera e di nessun altro : vuota e vergine tutta per noi, in attesa del nostro arrivo in data 14 agosto. Da...marzo !!!
" Spettabile Tour Operator, avete dato ad altri clienti che avevano prenotato all'ultimo momento  una camera migliore rispetto alla mia, quando io ho prenotato 6 mesi prima. Da questo si evince che avete dato ad altri la MIA camera".
Suvvia...gentile cliente.
Che dire poi quando all'estero ci lamentiamo della pasta che
non è mai al dente e del caffè espresso che fa schifo? Le prime cose che chiediamo poco dopo avere messo piede oltre confine ?
- Un posto dove si mangia la pizza come in Italia
oppure a scelta
- Un buon ristorante dove si mangi italiano (magari siamo appena atterrati a Rodi)
-  Ho promesso e giurato a mia mamma/mia nonna/mia sorella che l'avrei chiamata SUBITO appena arrivato qual è il prefisso internazionale per chiamare casa?
Ho sentito gente lamentarsi perchè nel tal villaggio di Malindi c'erano troppi africani, in Tunisia i tunisini, in Egitto gli egiziani e in Spagna gli spagnoli e così via. "Ma non avevate detto che era a gestione italiana?". Pensa un po'...
Ci scrivono "Spettabile Tour Operator, clientela internazionale non vuol dire solo russi e tedeschi!!!!"  Caro cliente connazionale,  le Nazioni Unite è difficile rappesentarle tutte quante in ogni singolo albergo. " Il volo ha riportato ben 2 ore di ritardo". Ma scusate, perchè in autostrada non ci sono  forse le code che rallentano ? A qualcuno è mai venuto in mente di contare le piste di Malpensa e confrontarle con  il numero degli aereomobili che partono in un giorno intero?Basterebbe quello a fugare ogni  dubbio.
"Abbiamo dovuto caricare le valigie sull'autobus perchè l'autista si è rifiutato." L'autista non è un facchino e poi, andiamo, dal bagagliaio della nostra auto al carrello dell'aeroporto, c'era forse il maggiordomo in livrea a provvedere ? 
 Ma il bello deve ancora venire. Al rientro si scrive all'ufficio reclami alias Customer Care. E lì esce fuori tutto lo scrittore che è in noi. Si va dal plico di carta con copertina plastificata - c'è chi divaga ed inizia la lettera con " durante un pomeriggio di pioggia, passando davanti ad un agenzia di viaggi decisi che ....." e il maniaco della precisione che scandisce il viaggio dividendolo in giorni e ore calcolando lo zulu time. Ma c'è anche chi scrive sul primo scampolo di carta da pane riciclata. C'è il software più moderno- formati pdf, winzip e cd rom luccicanti come comete - oppure geroglifici dalle grafie indecifrabili. Ultimamente vanno come il pane i reportage fotografici. Ci trasformiamo in inviati speciali di tale livello che a confronto i giornalisti d'assalto in Iraq fanno ridere. Foto di ogni genere. Insetti di ogni sorta in versione "prima e dopo". Piedi e mani con escoriazioni varie. Senza alcun pudore per lo stomaco di chi le riceve. La privacy in questi casi va a farsi un giro e tutto diventa prova del reato.Reperti meticolosamente valigiecatalogati da far invidia al RIS di Parma. Piastrelle, piatti, bicchieri,biancheria da bagno e da letto, particolari di tavoli, comodini, frigo bar,armadi, terazzi con mutande appese, letti immortalati sopra e sotto. Perchè è proprio lì che andiamo a fotografare. La polvere sotto il letto. E a me che manca il coraggio di guardare sotto il mio, di letto. Ma non si dorme sopra? Eddai turista che arrivi.....!!!Hai visto che mare? Ma nel "reportage post vacanza" c'è un oggetto che difficilmente omettiamo nel reclamo: la tazza del W.C. E' un must.
 Io che al Customer ci lavoro, ne ho viste talmente di tutti i tipi che se volessi farne un catalogo, farebbe impallidire il campionario dell'Ideal Standard.Se dovessi mai ristrutturare il mio - di bagno- saprei certamente dove prendere spunto.
Perchè noi italiani siamo fatti così. Legati visceralmente alle nostre radici di cui andiamo orgogliosi e fieri soprattutto quando varchiamo i confini del nostro Bel Paese. E' per questo che vogliamo sentirci a casa anche all'estero. Fra di noi, con la nostra lingua, il nostro cibo il nostro modo di essere. Ci fa sentire al sicuro. Abbiamo aspettative come nessun altro in vacanza.Siamo esigenti. Tutto deve essere organizzato perfettamente nei minimi particolari. Nessun intoppo. Non siamo certo turisti per caso. Siamo fieri, impavidi, agguerritissimi  turisti per .... caos.             
postato da: lelita alle ore 22:54 | Permalink | commenti (2)
categoria:turisti per caos
martedì, 30 settembre 2008
shoppingNon sono mai stata una fanatica dei prodotti beauty, sebbene mi piaccia un sacco entrare in quelle profumerie immense di ultima generazione. Adoro ed apprezzo il fatto che puoi vagarci come dentro un iper mercato ed uscire senza avere acquistato nulla. Ultimamente la mia attenzione è stata rapita dal reparto " Prodotti per i capelli". Non so se è solo una mia percezione ma, oggigiorno per lavarsi la testa occorre avere un master in endocrinologia. L'ultimo prodotto appena uscito sul mercato è uno shampoo per capelli " Definiti e scalati".
Non capisco. In che senso "definiti"? Perchè ci sono anche i capelli indefiniti, forse?Quand'ero ragazzina, i capelli venivano riassunti in pochi gruppi : secchi, grassi, con forfora, deboli o giù di lì.
Per un po' di luce e riflessi- se eri bionda- te la tiravi con lo shampo alla camomilla, se eri un corvo come la sottoscritta, per i riflessi dovevi sciacquarteli con l'aceto e vivere da eremita in quanto l'aceto a quei tempi era letale per chi ti stava accanto oltre a farti una pessima pubblicità per via dei pidocchi.
Se li volevi ramati c'erano delle fialette talmente puzzolenti che penso le riciclassero a Carnevale per gli scherzi.
Ma poi le cose sono cambiate. Con il risultato che adesso se  ho bisogno di uno shampoo entro in crisi mistica come i bonzi tibetani e non conto più il tempo passato in meditazione davanti agli immensi scaffali. Solitamente succede questo. Siccome non ho una marca cui sono affezionata (il mio portafoglio si affeziona unicamente alle promozioni 2 x 1 e lì si attacca come la cozza allo scoglio),  mi guardo attorno e cerco preferibilmente qualcosa che vada bene per i capelli lisci. Ne ho tanti e l'ultima cosa che voglio è sembrare un simil fungo col taglio a carrè. Ho la mia bottiglietta colorata nel cestello, quando subito ne vedo un'altra ancora più vivace  che ammicca e mi dice " riflessi di luce". Vicino a lei - o meglio ad essa- ci stà Fresh Energy, a seguire "rigenerante", anti crespo e umidità, diamante, sole/mare/piscina, per capelli tinti o con meches, anti invecchiamento, ricci perfetti, da non confonderere assolutamente con quelli ricci ma crespi e meno che mai, con le onde .Per quelle ce n'è uno apposito. E poi ancora sciolti e fluenti, volume in movimento (i pubblicitari  li chiamano creativi per cosa sennò ?). Ci sono shampoo per le bionde, le rosse e le castane. Noi corvi, sempre penalizzati. Ma non è discriminazione ? Che dire invece di quello anticaduta la cui tipa nello spot sveniva perchè ne perdeva UNO? A fataaaaa al mio posto saresti in terapia intensiva, credimi.
E quella neo assunta i cui capelli venivano comparati dai colleghi nientemeno che con la qualità della mensa aziendale (decisamente migliore rispetto ai primi)?
Non mancano le vitamine, la frutta, il latte detergente,  gli olii preziosi e l'aroma terapia.C'è anche l'aceto ma cavoli, è di more selvatiche, WOW .... vuoi mettere con quello di vino ?  
E io, misera ? Che nel mio piccolo li vorrei lisci, lucenti, che non si increspino dall'umidità, che non invecchino  (almeno loro) e li ho pure tinti e scalati ??????? Che cavolo faccio? Li compero tutti, li mescolo ed attendo che mi cada lo scalpo ?
Mio marito ha risolto il problema alla radice; mai termine fu più appropriato: si è rasato a palla da biliardo. Perchè lui vale.    
postato da: lelita alle ore 12:40 | Permalink | commenti
categoria:mi faccio uno shampoo
martedì, 23 settembre 2008

Dovremmo pagare giornalmente il supplemento extra weight. La franchigia dei voli low cost si aggira attorno ai 15/20 chili per bagaglio. A volte addirittura 10/12. Gli zaini degli studenti italiani, dovrebbero sotituirli con delle trolley rigide.Hai voglia ad inserire zip per duplicarne lo spazio. E poi tasche e tasconi. Con tutto quello che chiedono maestri e professori, sarebbe molto più utile un rimorchio in perfetto stile carrello tenda. I miei figli hanno iniziato in questo modo fin dalla tenera età, quando nelle elementari partivano carichi come gli sherpa tibetani. Ricordo un pomeriggio con appuntamento dal dentista a fine scuola. Non ero motorizzata ed abbiamo preso fior di mezzi pubblici.
-Dammi lo zaino che te lo porto io
-Meglio di no mami, pesa un pochetto...
-Dammi qua. Quanto vuoi che pesi ?
All'inizio ho pensato che il ragazzino vi avesse nascosto di frodo il banco, la lavagna e la cattedra della maestra perfettamente smontati.Poi ho inziato la filippica dei giochi portati da casa. I miei prodi hanno la passione dele figurine di Magic a pacchi da cento. Ed invece nello zaino c'era DAVVERO solo materiale scolastico.Sussidiario - che non sia chiama più così-  eserciziari vari, quadernoni come se piovesse ( per le poesie, la grammatica, i temi, l'antologia, i riassunti, la geometria, le operazioni, le regole di matematica e quelle di grammatica, il quaderno di storia, l'altro di geografia, quello di scienze......).
-Ma lasciarne qualcuno a scuola, tesoro ?
- Ma sei matta ? Se lo lascio sotto il banco la maestra lo ritira e mi dàsherpa la nota.
- ?????
Il tripudio però arriva alle medie dove si aggiunge la cartella rigida per educazione tecnica, la qual disciplina - un classico nelle scuole dei miei figli- viene fatta lo stesso giorno di ginnastica.
E non pensate che sia una combinazione : 3 anni di medie di fila in questo modo, infilandoseli uno dietro l'altro come le perle, a prescindere dalle segnalazioni biennali in sede di consiglio d'istituto.
E vorrai mica entrare in palestra con le scarpe da ginnastica che metti durante la giornata !!!
Scusate, e' una palestra o una sala operatoria ? I mezzi pubblici sui quali viaggiano i ragazzi sono forse sterili ? Mica fanno sempre ginnastica sdraiati! La prova del nove ?
Provate ad obiettare quando nella bella stagione durante la lezione, giocano in cortile con le scarpe apposite. Non è forse lo stesso che tenersele già da casa ? Eh no
Il perchè non è dato saperlo.
E così vai di zaino, valigetta rigida formato doppio del normale e sacca della ginastica con scarpe, maglietta di ricambio, calzini asciugamano, sapone e tuta. Il tutto su per 4 piani di scale perchè l'ascensore è solo per i docenti e con la chiave per giunta.
Ho assistito a lanci delle zavorre nell'ascensore mentre altri distraevano rettore e docenti, seguiti da fischi a quelli del quarto - già arrivati in vetta - affinchè  lo "chiamassero" fin sù.
" E' severamente vietato l'utilizzo dell'ascensore agli alunni e al personale non docente".
Il bagaglio a mano in quale categoria rientra, capitano, mio capitano ?
E poi la scoliosi viene per la postura scorretta  quando ci si siede. Pensa un po'....
Anche la scuola dovrebbe adotare lo sharing job. Io porto matematica e tu porti italiano. Mal comune...mezzo gaudio. Beata saggezza popolare...

    
postato da: lelita alle ore 20:36 | Permalink | commenti (2)
categoria:il peso della cultura
lunedì, 22 settembre 2008
- Mammaaaaaa io domani esco un'ora prima.Non c'è il prof di Diritto
- Scusa, ma non è una materia nuova ? Non l'hai ancora conosciuto, vero ?
- Eh...lo stanno ancora cercando
- Nel senso che si è nascosto da qualche parte nell'istituto e non lo trovano ?
- Ma vaaaa.....nel senso che non è ancora arrivato. Viene dal Sud
- Dal Sud America ?
- E dddaiiiii mammaaaaa!!!!!....dal Sud Italia, che diamine.....
- Chissà allora quando parte....
Qualcuno mi corregga se sbaglio. La scuola nel Bel Paese, non è certo una novità che inizi a settembre, settimana più settimana meno.
Difficilmente è un evento improvviso, uno tsunami che arriva e dici - Come? Scuola ? Cosa?O mio Dio nooooo -
Allora per quale motivo al 22 di settembre stiamo ancora "cercando" un prof di Diritto ? E' forse una specie tipo il Panda ? Oppure è una nuova materia scolastica tipo " la morfologia del calcare" ? Nell'era di Internet, degli I phone, dei videofonini, noi siamo ancora qui alla ricerca di un'entità, un ectoplasma che si materializzi sottoforma di docente di scuola superiore. E incrociamo le dita di non vincere la formula roulette con supplenze mensili in attesa di quello così detto "di ruolo".
Avanti allora, inviamo un gps, un tom tom go, un biglietto del treno a questo povero prof affinchè riesca a raggiungere - possibilmente prima del panettone - l'istituto per geometri in quel di Torino.
Eppure ogni tanto mi sorge un dubbio esistenziale.Siamo sicuri che la parola "Ministero della Pubblica Istruzione" non sia in realtà un enorme e al tempo stesso banalissimo errore d'ortografia? Una  piccola svista con una D mancante proprio all'inizio della parola "Istruzione" ? Perchè, diversamente, a me le cose  non tornano proprio.
postato da: lelita alle ore 21:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:pubblica d/istruzione